La menopausa non è semplicemente il momento in cui il ciclo mestruale termina. È una fase di profondo cambiamento, che coinvolge il corpo, gli ormoni, il modo in cui ci percepiamo e, in alcuni casi, anche il nostro rapporto con il cibo.
Per certi aspetti, può essere paragonata alla pubertà: entrambe sono fasi di importanti trasformazioni biologiche e ormonali, accompagnate da cambiamenti fisici, psicologici e sociali. E, proprio come accade durante l’adolescenza, anche in menopausa possono emergere fragilità che riguardano l’immagine corporea e il comportamento alimentare.
Cosa succede al rapporto con il cibo?
Durante la menopausa il corpo cambia. La distribuzione del grasso corporeo può modificarsi, la massa muscolare tende a ridursi se non viene adeguatamente mantenuta, il metabolismo può subire variazioni e possono comparire sintomi come vampate, disturbi del sonno, stanchezza e cambiamenti dell’umore.
A tutto questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: il modo in cui viviamo questi cambiamenti.
Una donna che per tutta la vita ha associato il proprio valore, la propria femminilità o la propria sicurezza a un determinato aspetto fisico può vivere con difficoltà un corpo che improvvisamente non risponde più alle stesse regole.
Può così aumentare l’attenzione verso il peso, il controllo dell’alimentazione e la paura di ingrassare.
In alcune persone questo può tradursi in comportamenti alimentari disordinati: restrizioni molto rigide, eliminazione di intere categorie di alimenti, digiuni, abbuffate, senso di colpa dopo aver mangiato oppure alternanza tra periodi di forte controllo e momenti di perdita di controllo.
Non significa necessariamente sviluppare un disturbo del comportamento alimentare vero e proprio. Molti di questi comportamenti, infatti, non soddisfano i criteri diagnostici di un disturbo secondo le classificazioni cliniche.
Ma questo non significa che siano innocui.
Un rapporto sempre più conflittuale con il cibo può influenzare negativamente il benessere fisico, psicologico e sociale e, nel tempo, diventare un fattore di rischio per la salute.
Menopausa, identità e immagine corporea
C’è poi un aspetto ancora più profondo.
La menopausa può rappresentare un momento di ridefinizione dell’identità personale.
Il corpo cambia e, contemporaneamente, cambia anche il modo in cui una donna può percepire se stessa: non più giovane come prima, con una diversa fisicità, nuove esigenze e spesso nuove domande sul proprio ruolo, sulla propria femminilità e sul proprio futuro.
Non è un caso che pubertà e menopausa abbiano alcuni elementi in comune: entrambe segnano un passaggio da una fase della vita a un’altra e possono mettere in discussione l’immagine che abbiamo costruito di noi stesse.
Il problema è che questo passaggio avviene oggi in un contesto sociale che continua a proporre un modello di corpo femminile molto preciso: giovane, magro, tonico e apparentemente immune dal trascorrere del tempo.
E qui nasce una contraddizione.
Il corpo cambia naturalmente, mentre la società ci chiede sempre più di non mostrarlo.
Il confronto con gli altri non aiuta
Il contesto socioculturale ha un ruolo importante anche attraverso il confronto sociale.
Confrontarsi con gli altri è un comportamento umano normale: osserviamo ciò che fanno gli altri e lo utilizziamo, consapevolmente o meno, per valutare noi stessi.
Il problema nasce quando il confronto diventa costante e avviene soprattutto attraverso immagini selezionate e idealizzate.
I social network hanno amplificato enormemente questo fenomeno.
Vediamo donne della nostra età apparentemente sempre in forma, con il corpo tonico, la pelle perfetta, l’alimentazione impeccabile e uno stile di vita apparentemente senza difficoltà.
Il confronto, però, avviene tra la nostra quotidianità reale e una rappresentazione filtrata della quotidianità altrui.
E può facilmente trasformarsi in un pensiero del tipo:
“Se lei riesce a mantenersi così, perché io non ci riesco?”
Da qui possono partire senso di colpa, insoddisfazione corporea e una ricerca sempre maggiore di controllo.
La guerra ai segni dell’età
Un altro messaggio particolarmente problematico è quello secondo cui invecchiare sarebbe qualcosa da combattere.
Creme, trattamenti estetici, integratori, allenamenti, diete e programmi alimentari possono certamente avere il loro spazio, ma quando l’obiettivo diventa cancellare ogni segno del tempo, il rischio è di vivere il cambiamento fisiologico come un fallimento personale.
La menopausa non è una malattia e il corpo che cambia non è un corpo che ha fallito.
Questo non significa rassegnarsi o smettere di prendersi cura di sé.
Al contrario.
Significa cambiare prospettiva: prendersi cura del corpo invece di combatterlo.
Mangiare bene in menopausa non significa mangiare sempre meno
È proprio qui che l’alimentazione può assumere un ruolo importante.
La risposta ai cambiamenti della menopausa non dovrebbe essere l’ennesima dieta drastica.
Eliminare continuamente alimenti, restringere sempre di più le quantità e inseguire il peso della giovinezza può creare un rapporto ancora più conflittuale con il cibo.
L’obiettivo dovrebbe essere costruire un’alimentazione che permetta di:
- mantenere una buona massa muscolare;
- assumere adeguate quantità di proteine;
- garantire fibre, vitamine e minerali;
- favorire la salute cardiovascolare e metabolica;
- mantenere un peso compatibile con la propria salute;
- continuare a mangiare con piacere;
- avere una relazione con il cibo più serena e meno basata sul senso di colpa.
E soprattutto imparare a distinguere il desiderio di stare bene dal bisogno di essere sempre più magre.
Sono due obiettivi molto diversi.
Non serve tornare indietro
Forse uno degli errori più comuni è cercare di riportare il corpo esattamente a quello che era a 25 o 30 anni.
Ma la menopausa non è una deviazione dal percorso: è una parte della vita.
Il corpo non deve necessariamente rimanere uguale per continuare ad essere un corpo sano, curato e degno di essere apprezzato.
Prendersi cura di sé in questa fase significa anche accettare che alcune cose cambieranno e imparare a gestirle senza trasformare ogni cambiamento in un problema da correggere.
La menopausa può quindi diventare un’occasione per rivedere non soltanto cosa mangiamo, ma anche perché mangiamo in un determinato modo, quanto controllo sentiamo di dover esercitare e quale rapporto abbiamo con il nostro corpo.
Perché stare bene non significa riuscire a fermare il tempo.
Significa arrivare nelle diverse fasi della vita con un corpo che ci sostiene e con un rapporto con noi stesse e con il cibo che non sia una continua battaglia.